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Nocciole nella Tuscia, botta e risposta tra Assofrutti e Comune di Bolsena

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Redazione
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La op esprime soddisfazione per la vittoria al Tar, ma l’amministrazione comunale annuncia che continuerà la propria battaglia.

Assofrutti, organizzazione di produttori di frutta in guscio, ha comunicato in una nota che, nella giornata di martedì 3 dicembre, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso cautelare presentato dalla Op avverso la ordinanza n. 39 del 27 luglio del Comune di Bolsena, con cui era stato imposto il divieto di realizzazione di nuovi impianti di noccioleti nel territorio comunale in relazione a possibili danni ambientali derivanti dall’uso di antiparassitari, diserbanti e dall’eccessivo consumo di acqua.

“Il testo della sentenza del Tar – commenta Pompeo Mascagna, presidente di Assofrutti – sottolinea le carenze dell’istruttoria avviata dal comune di Bolsena priva di qualsiasi fondatezza scientifica e limitativa della libertà imprenditoriale…I comuni di Bolsena e di Grotte di Castro sono stati condannati alla liquidazione delle spese legali. Assofrutti esprime soddisfazione per il riconoscimento giurisdizionale, rinnova l’impegno a proseguire il percorso intrapreso ormai da anni per la miglioramento delle buone pratiche agricole dei propri associati e conferma la propria disponibilità ad avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni e le amministrazioni locali sempre nel rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

Dall’altra parte, l’amministrazione comunale di Bolsena ha replicato in una nota: “Intanto è bene chiarire una questione: sin dall’inizio del percorso sapevamo bene che la nostra ordinanza fosse deficitaria. Essa era stata concepita con un intento di natura politica e sociale, ovvero smuovere le coscienze su un tema di cui si parlava poco e che stava per caderci addosso. E sapevamo che questo percorso avrebbe avuto una fine, il Tar. L’intento originario è andato a buon fine, perché oggi la sensibilità della nostra popolazione su questo argomento è decisamente alta. Obiettivo raggiunto. Parallelamente, in questi mesi, la nostra attenzione sull’argomento monocultura non è calata, al contrario abbiamo lavorato sodo e soprattutto di concerto con tantissime altre amministrazioni del comprensorio del lago di Bolsena, per mettere in campo una serie di iniziative con l’unico scopo di tutelare il nostro territorio. La prima iniziativa riguarda la possibilità di realizzare un biodistretto del Lago, per il quale è già fissato un primo incontro a Gradoli il 9 dicembre. Vogliamo iniziare un percorso sulla falsariga del “Biodistretto della Via Amerina”, coinvolgere imprenditori agricoli e di filiera e le più importanti associazioni di categoria. Siamo straconvinti che ci sia un futuro di carattere economico che può derivare dai prodotti biologici e che questo possa essere sostenibile per il nostro territorio. Seconda questione. Il comune di Bolsena adotterà quanto prima un regolamento puntuale sui fitofarmaci, sul quale vogliamo coinvolgere le uniche associazioni credibili sul tema quali Coldiretti e Confagricoltura oltre che l’Università della Tuscia…nel 2020, il Comune di Bolsena inizierà a lavorare alla definizione di un piano agricolo comunale, per definire al meglio le aree, le colture e la tipologia di lavorazioni che sono necessarie per mantenere al meglio la salute del lago e dei terreni…In tutto questo diciamo grazie ad Assofrutti, perchè con questi momenti di notorietà, ci ha ricordato che non dobbiamo abbassare la guardia e che, purtroppo, la nostra terra è costantemente sotto attacco speculativo…”.

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