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Trend e Consumi

Nocciolo in convegno a Firenze

Le particolarità della frutta secca sono state al centro di un convegno dal titolo: “Biodiversità dell’Alto Molise. Dal tartufo al nocciolo.
Redazione
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L’appuntamento è per oggi all’Accademia dei Georgofili.

Questa mattina dalle 9,30 alle 13, presso la sede dell’Accademia dei Georgofili a Firenze, è in programma un convegno su “Analisi e prospettive della coltivazione del nocciolo in Italia”, organizzato in collaborazione con il Collegio nazionale agrotecnici e agrotecnici laureati.

“Le superfici coltivate a nocciolo, a livello mondiale, sono in continua crescita da almeno 50 anni”, precisa una nota. L’Italia è il secondo produttore mondiale dopo la Turchia anche se, da qualche tempo, una discreta fetta di mercato è stata conquistata da altri Paesi quali la Georgia, l’Azerbaijan, il Cile e altri.

In Italia operano importanti industrie che per le loro produzioni a base di nocciola, come le creme spalmabili, la pasticceria farcita e le nocciole rivestite di cioccolato, occupano un posto di eccellenza a livello mondiale tanto da dover importare, con un trend in continua crescita, gran parte della frutta secca per il loro fabbisogno. La situazione deficitaria di nocciole in Italia, rispetto alle richieste dell’industria, unita ad alcune valutazioni sulle prospettive a livello politico/economico di importanti Paesi produttori, hanno spinto le industrie nazionali a creare le condizioni per potersi approvvigionare di materia prima a livello locale. Da qualche anno sono state quindi avviate iniziative per ammodernare la corilicoltura e per favorirne l’aumento delle superfici, soprattutto nelle Regioni italiane tipicamente impegnate in questo settore come il Lazio, la Campania ed il Piemonte, ma anche in altre aree dove la coltivazione del nocciolo risultava del tutto marginale. Anche le amministrazioni pubbliche sono state coinvolte nell’opportunità di trovare una possibile alternativa alle coltivazioni agricole tradizionali i cui margini economici si affievoliscono sempre più. Per questo alcune Regioni hanno inserito la coltivazione del nocciolo all’interno dei loro Programmi di sviluppo rurale con misure indirizzate verso l’intera filiera.

 

 

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