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A Castagnole Lanze si parla del futuro della nocciola

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Redazione
Scritto da Redazione

Alle 10,30 di oggi un convegno su attualità e prospettive della corilicoltura.

A partire dalle 10,30 di oggi, è in programma a Castagnole Lanze (AT) una tavola rotonda dal titolo: “Il mercato e la nocciola: attualità e prospettive”, organizzato dal Comune nell’ambito della 160° edizione della Fiera della Nocciola.  

“E’ un traguardo significativo – dichiara il sindaco Carlo Mancuso a proposito della manifestazione – che sta a dimostrare il grande e crescente interesse che questo evento raccoglie sempre più”.

Mario Coppa, assessore all’Agricoltura di Castagnole delle Lanze con deleghe che sovraintendono all’organizzazione della Fiera, precisa inoltre: “Come è ormai consuetudine da alcuni anni, nella mattinata del lunedì troverà svolgimento la “Tavola rotonda” sul tema “Il mercato della nocciola: attualità e prospettive” in cui attori dell’intera filiera, produttiva, di trasformazione e commercializzazione dibatteranno sulle problematiche di un mercato che si troverà nel prossimo futuro ad assorbire un quantitativo di produzione in continua crescita e necessariamente chiamato a garantire una corretta redditività a tutti gli operatori del settore”.

Anche quest’anno la Confederazione italiana agricoltori avrà un ruolo di rilievo nell’ambito di questo convegno. Alla discussione parteciperanno, per la Cia, a testimonianza dell’impegno profuso dalla Confederazione per la valorizzazione e la crescita qualitativa del settore in questi ultimi anni, il presidente nazionale Dino Scanavino e il vicepresidente regionale, nonché presidente provinciale dell’organizzazione, Alessandro Durando. “Come sempre apprezzabile – afferma quest’ultimo – è l’iniziativa del Comune di Castagnole Lanze soprattutto alla luce del costante aumento delle superfici coltivate a noccioleto in Piemonte e di conseguenza delle produzioni. Una situazione che, in mancanza di oculata gestione delle qualità e delle quantità, potrebbe provocare nel giro di qualche anno sensibili riduzioni dei prezzi e in parte vanificare una grande opportunità produttiva ed economica per il comparto agricolo regionale”.

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