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Nuovi impianti di nocciole nel Canavese, l’idea c’è

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Redazione
Scritto da Redazione

A fine luglio è in programma un incontro tra rappresentanti del Comune di Nomaglio e referenti del Gruppo Ferrero.

Anche nel canavese, in provincia di Ivrea, potrebbero essere presto avviati nuovi impianti di nocciola, per sopperire alle necessità della Ferrero. Le ultime considerazioni in merito, rilanciate dal quotidiano “La Sentinella del Canavese”, parlano molto chiaro: Nomaglio, territorio tradizionalmente conosciuto per la produzione di castagne, si candida a coltivare anche le nocciole. “Ad annunciare la candidatura è il sindaco, Ellade Peller – scrive il quotidiano locale – che ci va con i piedi di piombo: «Nei mesi scorsi ho avuto occasione di incontrare, in modo del tutto casuale, una responsabile dell’azienda. Da un piacevole confronto sulle reciproche esperienze e sulla realtà nomagliese è nata quest’idea ambiziosa che, se realizzata, aprirebbe nuove e importanti prospettive per il nostro territorio». Da una chiacchierata informale a un primo incontro esplorativo per sondare il terreno e verificare se ci sono i margini d’azione, il passo è stato breve.

«A fine luglio – ha confermato Peller – incontreremo i referenti di Ferrero, per capire se ci sia o meno un concreto interesse da parte dell’azienda verso questo progetto e se sarà quindi possibile avviare sul territorio produzioni di eccellenza. La coltivazione di piante di noci e noccioli – ha precisato – è parte integrante della tradizione nomagliese. In passato, infatti, quasi ogni famiglia del paese possedeva uno o più noccioli».

Pur secondaria rispetto alla principale produzione di castagne, che per anni ha retto l’economia del piccolo borgo, la coltivazione di nocciole ha tutte le carte in regola per essere sviluppata con successo: «Grazie alla tipologia e all’esposizione dei terreni – ha evidenziato il primo cittadino – i frutti ottenuti sono di ottima qualità. Pensare di sviluppare su più ampia scala questa produzione è una delle possibili soluzioni per favorire l’economia locale e utilizzare i terrazzamenti a valle del paese che rischiano l’abbandono». Una valida opportunità dunque per garantire il presidio e al contempo diversificare la produttività di terreni utilizzati a colture a bassa redditività. Dal canto suo la Ferrero è interessata a aumentare le piantagioni di nocciola in Italia e a sviluppare un sistema che permetta una produzione al 100 per cento italiana attraverso un piano di sostegno all’imprenditoria agricola del nostro paese”.

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