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Nocciole, nella Tuscia si cercano soluzioni concrete

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Redazione
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Ieri è stato convocato in Prefettura un tavolo aperto ai sindaci e alle associazioni di categoria.

La produzione delle nocciole è oggi più che mai una grande opportunità per un territorio come la Tuscia, cosicché si stanno cercando soluzioni che possano conciliare gli interessi di chi le coltiva da una parte e il rispetto ambientale dall’altra. L’“ultima puntata” in ordine cronologico ha avuto luogo ieri in Prefettura a Viterbo, dove è stato convocato un tavolo aperto a tutti i sindaci della Tuscia e alle associazioni di categoria degli agricoltori. Si è trattato di fatto del primo incontro operativo, dopo l’apertura dei lavori di qualche settimana fa.

Come riferisce il sito Tusciaweb, il Prefetto Bruno ha preso la parola dicendo: “Siamo qui per affrontare il problema dei fitofarmaci senza demonizzare le colture del territorio. Nessuna coltura. Non soltanto la nocciola di cui molto si è parlato ultimamente. La salute delle nostre campagne può essere messa a rischio da una serie di fattori: i fitofarmaci, ma anche l’arsenico e un insieme di altre sostanze che vanno, dove possibile, regolamentate. Senza ostruzionismi esagerati come certe ordinanze…”.

Il presidente di Coldiretti, Mauro Pacifici, ha argomentato: “Questa non è una battaglia. La salute non deve e non può avere confini territoriali. Per questo siamo qui in prefettura, il posto giusto per riunire tutti i sindaci e trovare una soluzione condivisa. In questo periodo si è parlato molto dell’uso dei fitofarmaci, ci sono state ordinanze su ordinanze che non vanno demonizzate, ma sicuramente omogeneizzate per ottenere una linea di prevenzione comune. Ciò che non va bene, però, è creare allarme. Demonizzare, appunto. Perché così rischiamo che la Tuscia venga vista da fuori, e da dentro, come una sorta di “Terra dei fuochi” e questo mette paura ai cittadini e ai turisti con ricadute negative per tutti”.

Pompeo Mascagna di Assofrutti ha aggiunto: “Noi abbiamo tecnici che verificano quando e come fare i trattamenti. Per la nocciola si tratta in genere di soli due trattamenti nell’arco di due mesi. E’ giusto sanzionare chi usa indiscriminatamente il diserbante, ma gli agricoltori non possono essere trattati da delinquenti a prescindere. Serve un’agricoltura consapevole”.

“La diatriba più accesa – riferisce ancora Tusciaweb – è quella che vede contrapposti i sindaci del lago di Vico con quelli del lago di Bolsena. I primi già da anni alle prese con la produzione intensiva della nocciola, i secondi che stanno facendo il possibile per evitare che arrivi anche da loro…A cercare di mettere d’accordo tutti ci prova il sindaco di Capranica e presidente della provincia Pietro Nocchi. “Ricordiamoci che la tutela del territorio, di tutto il territorio della Tuscia, è la nostra priorità. Cerchiamo una soluzione che vada bene a tutti. Al proposito domani (oggi, n.d.r.) in consiglio provinciale proporrò a tutti voi colleghi sindaci di sottoscrivere una lettera indirizzata al Governo per chiedere più attenzione e più fondi alle province affinché temi come questi vengano discussi e affrontati di fronte a un’assise di un livello superiore rispetto ai singoli comuni”.

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