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La nocciola dei Nebrodi diventa una “case history” in Giappone

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Presentato uno studio alla terza edizione del “Plant Genomics and Plant Science” di Osaka.

La nocciola dei Nebrodi approda in Giappone. Durante il 3° congresso mondiale “Plant Genomics and Plant Science di Osaka, svoltosi il 15 e 16 luglio scorsi, la Banca del Germoplasma dei Nebrodi ha presentato una ricerca mirata a sviluppare una metodologia per la certificazione varietale del germoplasma coricolo dei Nebrodi. Lo studio, dal titolo “DNA fingerprinting based on SSR amplification profiles for Sicilian hazelnut (Corylus avellana L.) germplasm identification” è stato coordinato dal Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo e dal CREA-DC di Bagheria (PA).

Il convegno ha visto la presenza di esperti, ricercatori e decision marker del mondo accademico e dell’industria per scambiare conoscenze, competenze e innovazioni con l’obiettivo di costruire una nuova visione sulla genomica delle piante.

Il presidente della Banca Vivente del Germoplasma dei Nebrodi, Gianluca Ferlito, ha spiegato tra l’altro: “La genotipizzazione è uno strumento innovativo importante per sviluppare una strategia di recupero, salvaguardia e valorizzazione della produzione corilicola siciliana. La Banca di Ucria, con la propria attività, contribuisce concretamente a dare valore aggiunto al settore coricolo dei Nebrodi”.

L’analisi molecolare presentata in occasione del convegno ha evidenziato un’elevata diversità genetica del nocciolo nel territorio nebroideo e ha permesso di identificare i genotipi presenti presso le aziende e presso la collezione della Banca Vivente del Germoplasma di Ucria. Questa collezione può rappresentare un punto di partenza a garanzia della qualità varietale utile sia per la filiera produttiva sia per la certificazione del materiale vivaistico da utilizzare per la propagazione negli impianti agricoli moderni.

La coltivazione del nocciolo nei Nebrodi rappresenta, fin dall’Ottocento, un elemento cruciale per sostenere lo sviluppo economico locale e salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico. Attualmente la produzione tradizionale è basata su antiche cultivar con frutti molto pregiati e apprezzati per l’aroma, il profumo e il sapore. Le nocciole non trovano una collocazione commerciale adeguata alla richiesta di alta qualità poiché, finora, non è stata messa a punto una metodologia che garantisca la tracciabilità del prodotto.

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