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Coldiretti Piemonte e Noberasco, siglato un accordo di fornitura

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Per ora si inizierà con le mele, ma sono già state avviate sperimentazioni su altre referenze, a partire dai mirtilli

“Agricoltura e industria del Nord Ovest sono unite per valorizzare la frutta locale nel segno della qualità, dell’identità territoriale e della sana alimentazione”. Con queste parole Coldiretti commenta in una nota l’accordo di filiera stretto nei giorni scorsi tra Coldiretti Piemonte e Noberasco, per la per la fornitura e la trasformazione della frutta piemontese. “Per ora – spiegano dall’associazione agricola – l’accordo riguarda le mele, ma sono già in atto sperimentazioni su altri frutti quali i mirtilli”.

“L’accordo con Noberasco – ha aggiunto Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo – è l’ulteriore dimostrazione di come, con l’agroindustria virtuosa, possano nascere sinergie concrete per i territori, che rappresentano nuova linfa economica per le imprese e riconoscono la giusta remunerazione ai frutticoltori”.

Quasi l’80% della produzione frutticola piemontese, che raggiunge i 7 milioni di quintali all’anno, è prodotta nella sola provincia di Cuneo. “I numeri parlano chiaro, la frutticoltura è strategica per l’agricoltura cuneese ma soffre a causa di una filiera malata – rimarca Moncalvo -. Per questo è importante valorizzarla attraverso progetti di filiera come questo, che premiano le produzioni d’eccellenza e portano reddito alle imprese agricole. Lavoreremo con Noberasco per far crescere il progetto e includere altre varietà di frutta, in modo da offrire ai nostri produttori ulteriori possibilità di crescita, oltre a venire sempre più incontro alle esigenze del mercato”.

“Il nostro auspicio è che l’accordo di filiera tra Coldiretti e Noberasco – ha aggiunto Tino Arosio, direttore di Coldiretti Cuneo – serva da esempio per ulteriori sviluppi nel comparto frutticolo. Chiediamo agli industriali del nostro territorio più coraggio per investire concretamente con gli imprenditori agricoli cuneesi che producono vera, alta qualità e, conseguentemente, su tutto l’indotto che genera una rilevante economia”.

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