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Nocciola, in Lombardia si pensa a nuovi investimenti

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Redazione
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La Regione intende garantire “un servizio tecnico di supporto alla nascita di nuove aziende”.

In Lombardia si torna a parlare del rilancio della coltura della nocciola in grande stile. E lo fa anche di fronte al mercato internazionale devastato dalla nuova guerra in Mediorente. Perché se cresce la produzione lombarda da una parte, dall’altra ci sono le importazioni: quelle dalla Turchia, soprattutto, la nazione che negli ultimi giorni ha aperto la guerra nei confronti dei territori curdi della Siria.

La nota arriva dall’assessorato regionale all’agricoltura affidato a Fabio Rolfi, che ha partecipato a Palazzo Pirelli al convegno sulla corilicultura in Lombardia alla presenza dei produttori lombardi e le principali aziende di trasformazione. Lo stesso Rolfi ha commentato: “La coltivazione delle nocciole è estremamente redditizia, sostenibile, con varietà nazionali di estrema qualità e può consentire di recuperare zone collinari abbandonate. Si tratta anche di un investimento sul futuro visto che la domanda crescerà per i prossimi 40 anni. La Regione Lombardia investirà risorse per sviluppare sul territorio la produzione di nocciole, aumentare la produzione nazionale e limitare le importazioni dalla Turchia. Si tratta anche di sicurezza alimentare, per il noto problema dell’alto contenuto di aflatossine delle nocciole turche”

I dati dicono che nel mondo la produzione è cresciuta del 35% e che l’Italia produce il 13% circa delle nocciole a livello mondiale, ma importa il 43% del suo fabbisogno annuale, attingendo in gran parte dalla Turchia che rappresenta il primo produttore mondiale. “In Lombardia – ha proseguito l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia – sono attive 294 aziende per 157 ettari sui 71.000 nazionali. Numeri in crescita, ma ancora marginali. Vogliamo sviluppare questa coltura creando un distretto agricolo lombardo, per stimolare i principali player della trasformazione a investire in contratti di filiera anche in Lombardia”.

La Regione Lombardia intende garantire “un servizio tecnico di supporto alla nascita di nuove aziende e per individuare misure innovative per sostenere nei primi anni il reddito delle aziende che coltivano nocciole. Saranno poi previste misure specifiche nella futura programmazione e punteggi specifici soprattutto ove si realizzino investimenti comuni tra le aziende corilocolturali”.

In Lombardia, provincia per provincia, si contano coltivazioni a Bergamo per 65.466 metri quadrati, a Brescia 199.837, a Como 22.889 e a Cremona 18.347, a Lecco 152.406 e a Mantova 147.523, a Milano 79.716 e a Pavia 765.421, a Sondrio 15.045 e a Varese 6.399. A Monza la quota è di 95.872 metri quadrati, ma ci sono progetti in crescita.

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