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Castanicoltura, l’Emilia Romagna fa il punto della situazione

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Redazione
Scritto da Redazione

Da un convegno in Regione emergono segnali di ripresa del settore.

Il convegnoInnovazione e valorizzazione della castanicoltura Emiliano-Romagnola” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Accademia Nazionale Agricoltura, con la collaborazione dei Gruppi operativi dell’Innovazione Biodiversamente Castagno e Castani-co, entrambi ammessi al finanziamento del Programma regionale di sviluppo agricolo 2014-2020, è stato ricco di interventi e di momenti di confronto.

Oltre 250 i partecipanti, con un pubblico composto da funzionari pubblici, docenti universitari, ricercatori e castanicoltori, che ha potuto conoscere la situazione attuale e le prospettive future della castanicoltura regionale dopo anni estremamente difficili a causa della vespa cinese, ormai debellata grazie agli interventi del Servizio Fitosanitario Regionale.

Nell’insieme è stata una intensa giornata di lavoro positiva oltre che propositiva, dalla quale è emerso con forza il ruolo fondamentale della castanicoltura nella gestione, nel presidio e nella conservazione del territorio e del paesaggio.

Numerosi i temi trattati nelle diverse relazioni della sessione mattutina, dove il Prof. Riccardo Valentini, Premio Nobel per la pace 2007, ha affrontato il tema dei cambiamenti climatici, la Dott.ssa Alessandra Stefani, Direttore Generale delle Foreste MIPAAFT, ha introdotto “La castanicoltura nel D.lgs. N.34, 3 Aprile 2018“.

Sono poi seguiti gli interventi di I.TER e Università di Bologna, che hanno evidenziato gli obiettivi dei Gruppi operativi per l’innovazione in cui ricercatori e produttori operano con un approccio partecipativo e condiviso nell’ottica di individuare e condividere le “Linee guida volte alla migliore gestione dei castagneti da frutto per ottenere un prodotto di qualità e favorire la biodiversità e il sequestro di carbonio”.

Nella sessione del pomeriggio sono stati affrontati i principali argomenti necessari per puntare alla valorizzazione e all’innovazione della castanicoltura emiliano-romagnola: il Servizio Fitosanitario regionale ha trattato gli aspetti relativi alla produzione vivaistica e agli sviluppi della difesa fitosanitaria; altri interventi hanno riguardato gli aspetti di valorizzazione del prodotto e le possibilità di organizzazione del mercato.

Renzo Panzacchi, portavoce dell’Associazione dei quattro principali Consorzi Castanicoltori dell’Emilia-Romagna, è intervenuto evidenziando il punto di vista dei produttori in merito all’importanza di una visione strategica e condivisa con la Regione in riferimento al grande potenziale di aumento di produzione di castagne e marroni della nostra Regione.

Ha concluso i lavori l’Assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli, sottolineando l’importanza di proseguire nella cooperazione tra produttori, ricercatori e funzionari regionali anche nell’impegno di definire piani e interventi orientati a impostare un piano castanicolo regionale a sostegno di un comparto produttivo che può ancora dare molte soddisfazioni alle aziende castanicole dell’Appennino.

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