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Frutta secca, il segreto è nella quantità

Marco Pederzoli
Scritto da Marco Pederzoli

Alla fiera “Marca” le indicazioni per ricavare benessere da nocciole & co.

Perché mangiare frutta secca fa bene? Perché il progetto di Nucis volto alla valorizzazione e promozione della frutta secca ha saputo indicare anche le quantità che bisogna consumarne quotidianamente. E’ questo quanto emerso dall’intervento di Alessandra Bordoni, professoressa del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, durante il convegno “Valorizzare la categoria in Gdo & Incrementare i consumi. Progetto “Frutta secca è benessere”, organizzato da SG Marketing e Nucis a Bologna in occasione di Marca, fiera dedicata alla marca commerciale. “La dieta – ha detto la prof. Bordoni – è composta da alimenti e gli alimenti sono composti da molecole che sono chiamate nutrienti. E’ subito il caso di chiarire che non esistono alimenti che fanno malissimo ed alimenti che fanno benissimo. E’ l’insieme delle cose che fa bene o male. Tutto sta nelle proporzioni. Se noi vogliamo funzionare bene, tutti i nutrienti dovranno essere assunti nella loro concentrazione ottimale. Se la concentrazione di un nutriente è troppo bassa o troppo alta, avremo una malnutrizione per difetto o per eccesso. Ma per coprire il fabbisogno di diversi nutrienti dobbiamo consumare alimenti in quantità diverse. E per sapere come è fatto un alimento, ci sono le tabelle di composizione, che ci dicono anche quali nutrienti sono presenti in un alimento. Detto questo, il concetto principale è che non basta sapere quanto nutriente c’è in un alimento, ma se ha un significato nutrizionale. Ovvero, non basta sapere quanto nutriente c’è, ma rapportarlo al nostro fabbisogno. Ad esempio, una porzione di fagioli è 50 grammi, ma questa porzione contiene il 45% del ferro di cui il nostro organismo ha bisogno. Una porzione di sardine invece, che è di 15 grammi, contiene selenio per il 157% del nostro fabbisogno. Molto spesso, quando ingrassiamo è perché sbagliamo le proporzioni tra i nutrienti. Il progetto Nucis, che indica i quantitativi di frutta secca da consumare, è scientificamente attendibile, è facilmente comprensibile, è un progetto di reale valore per il consumatore”.

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